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PNL e MUSICA (Parte 1)

Ciao a tutti
Mi chiamo Jacopo…sono un batterista e studente/praticante di pnl che ultimamente si è interessato sempre di più all’applicazione della pnl alla musica.

E dopo molti osservazioni e ascolti (ed errori) sono arrivato a capire alcuni UNIVERSALI che accomunano i migliori musicisti (nel mio caso batteristi) in circolazione.

Una cosa che mi ha lasciato stupito è come i “grandi” usino tecniche di miglioramente e sviluppo personale a livello totalmente inconscio (o quasi).

Prima di eseguire un esercizio di Pnl chiarite le tre posizioni percettive:

A, che svolge l’azione (un’esercizio fisico e/o parlato )

B, che osserva A in azione, e ne idividua le caratteristiche salienti (che variano a seconda degli esercizi

C, la Meta-Persona, colui che osserva l’interazione in atto e che si può definire osservatore oggettivo e sopra le parti.

E quello che interessa ai nostri scopi è proprio questo osservatore oggettivo.

Quello che i grandi musicisti fanno è appunto osservare ed ascoltare se stessi durante l’esecuzione.

“Ok fin qui tutto bene, ma in pratica che faccio?”

Quello che ti invito a fare è semplice: la prossima volta che pratichi sul tuo strumento immagina te stesso visto da un osservatore esterno (se pensi di non esserne in grado fai “come se” qualcuno ti guardasse e poi mettiti nei suoi panni) e chiediti:

- Sono seduto correttamente o sono in qualche strana posizione che non mi è troppo adatta?
- I movimenti sono duri e a scatti oppure fluidi e naturali?
- L’impugnatura/picking/ditteggio è la più adatta alle mie esigenze?
- Qualsisai domanda ti venga in mente 

In questo modo puoi eventualmente correggere o evitare fastidiosi problemi di impostazione; oppure deliberatamente sperimentarne di nuovi.(per chi è batterista, per esempio, è provare a cambiare il modo in cui si tengono le bacchette)

Con la tecnologia che abbiamo oggi a disposizione possiamo fare cose che 30 anni fa erano laboriose e piuttosto costose.
Pensa all’uso di una comunissima webcam o di un cellulare con videocamera che ti permettono di avere un feedback immediato su ciò che hai appena eseguito.

Nonostante tutto quello che il mercato può offrire, credo che saper essere la “propria telecamera” sia di fondamentale importanza.
Proprio perché diventiamo più attenti ai nostri movimenti, possiamo far si che essi siano più fluidi e di conseguenza migliorarli.

Si sviluppa inoltre una miglior propriocezione, cioè la consapevolezza del proprio corpo nello spazio, che è uno strumento UTILISSIMO non solo nella musica suonata ma anche nella vita di tutti i giorni. (mi è capitato di aver suonato in alcune sale-prova al limite del buio e di trovarmi lo stesso orientato e preciso)

Un piccolo trucco per imparare tutto il processo più velocemente è…l’uso di un semplicissimo specchio. Questo ti permette infatti di osservarti mentre suoni ed avere quindi un riscontro immediato e focalizzato a quello in cui stai lavorando (per rimanere nell’esempio batteristico: un passaggio, un’impugnatura, l’altezza dello sgabello)

Con l’uso dello specchio sviluppi naturalmente e senza sforzo la capacità di entrare nella posizione di poterti osservare oggettivamente e migliorarti continuamente.

Se hai letto fin qui…complimenti!  Spero che TU possa prendere qualche spunto da ciò che ho scritto…e se vuoi lasciare qualche commento..sono sempre ben accetti…

A presto
Jacopo Pio

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4 Risposte

  1. Grande Jacopo!
    bellissimo articolo sulla PNL…e soprattutto
    sulla musica.

    Conosco le tue doti musciali…e sono contento che
    tu abbia deciso di modellare e automodellare l’esperienza
    che hai accumulato in tanti anni di studio e pratica.

    Non vedo l’ora che esca la seconda parte;-)

  2. Grazie Genna!

    sapendo che sei ANCHE
    un musicista
    le tue parole mi fanno
    ancora più piacere…

  3. [...] Commenti (RSS) « PNL e MUSICA (Parte 1) [...]

  4. Interessante!!!

    Sono completamente d’accordo sull’uso dello specchio, un pò meno sul servirsi della terza posizione percettiva per andare in trance.
    Io ottengo i migliori risultati concentrando l’attenzione in un punto del mio corpo(sotto l’ombelico) e svuotando la mente,
    lasciandomi andare al qui ed ora.
    Hai visto l’ultimio samurai;-))?

    Ciao e in bocca al lupo!

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